Quando si pensa all’acne, è praticamente spontaneo associarla alle immagini che abbiamo appena visto e a persone molto giovani, sopratutto in età adolescenziale.

Purtroppo alcune volte questo problema si può presentare anche dopo la pubertà.
In questo caso si parla di ACNE TARDIVA: compare in genere dopo i 25 anni fino ai 40-45, ed è presente nel 7% della popolazione, per lo più in individui di sesso femminile (circa il 76%).

Se stai pensando “Meno male che non ne ho mai sofferto prima, di sicuro non sarà il mio caso!”
opure “Meno male che l’ho già passata alle superiori !”
ti devo dare una brutta notizia:
l’acne tardiva può manifestarsi anche in persone che non ne avevano mai sofferto prima o anche in persone che non ne avevano più a che fare da anni!

Nella maggior parte dei casi di acne tardiva, la causa scatenante sta nell’aumento dell’attività degli ormoni maschili (adolescenza, genetica, ciclo mestruale, gravidanza…)
Nelle donne, spesso viene accompagnata da:

  • aumento della peluria (specialmente in zone come collo e mento)
  • irregolarità del ciclo mestruale
  • pustole, comedoni e papule (concentrati sul mento e sulla zona mandibolare)

COSA POSSO FARE ?

Ogni persona è unica e, allo stesso modo, lo è ogni tipologia di acne!

Per questo motivo che si parli di acne comedogenica o conglobata o tardiva
bisogna sempre avere delle attenzioni particolari nella cura quotidiana:
le cure dipendono da tantissimi fattori, tra cui gravità e intensità, l’età in cui si è presentata, la familiarità, lo stile di vita e anche la tendenza che ha la pelle alla formazione di cicatrici e lesioni.

  • DETERSIONE e RIEQUILIBRIO: ha un ruolo fondamentale, quello di riportare la pelle alla sua normale condizione, rimuovendo i residui di sebo, cheratina, trucco, sporcizia di vario genere e cellule morte.
    Quando c’è acne, la pelle può essere molto grassa (seborroica), estremamente secca o iper-sensibile proprio a causa dell’abbattimento del film di protezione per effetto di farmaci o di detersioni troppo aggressive.
    I prodotti migliori da utilizzare sono un latte detergente che pulisca a fondo la pelle rispettandone le condizioni fisiologiche senza essere troppo aggressivo (ti consiglio di utilizzarlo direttamente con le mani, senza utilizzare dischetti di cotone che andrebbero a graffiare e irritare la superficie della pelle) e un tonico che vada a ristabilire il ph fisiologico.NO a saponi, mousse, acque micellari o salviette struccanti.

 

  • IDRATAZIONE: la cosa migliore è farsi consigliare il cosmetico più adatto da un professionista dopo che ha potuto stabilire in quale stadio di acne ci si trova.
    In generale è meglio prediligere prodotti acidi, esfolianti e sebonormalizzanti. Io consiglio sempre di utilizzare creme a base di acido mandelico (molto meno aggressivo rispetto agli altri tipi di acidi della frutta, ma mi sono molto utili durante un percorso intensivo in istituto) e maschere a base di argilla (ha elevate proprietà sfiammanti).NO a prodotti che vanno ad occludere i pori, contenenti parabeni, siliconi, paraffina e petrolati (il risultato dell’utilizzo continuativo nel tempo di questi prodotti, è un netto peggioramento della situazione).

 

  • ESPOSIZIONE AL SOLE: bisogna esporsi con molta cautela e con le dovute protezioni perché, se stare poco tempo al sole aiuta a far “seccare” i piccoli brufoletti, se si è in presenza di acne infiammata o tardiva si può avere una reazione contraria spingendo la pelle a produrre ancora più sebo.

 

  • NO AL “FAI DA TE”: bisogna resistere alla tentazione di incidere o schiacciare punti neri, brufoli o cisti perché in questo modo vengono prodotte delle ferite (più o meno estese) che portano al formarsi delle cicatrici a cui non si può porre molto rimedio.

 

  • ALIMENTAZIONE: un ruolo fondamentale nella cura dell’acne si fa a tavola.
    Comunemente si pensa che siano solo i cibi spazzatura che provochino l’insorgenza o il peggioramento di questo problema, ma questi sono solo la punta di un iceberg di cui non si sa nemmeno l’esistenza.
    CIBI DA EVITARE:
    – CIBI “LIGHT” O SENZA GRASSI
    : quando ad un cibo vengo tolti i grassi, in alternativa vengono utilizzati tutti zuccheri. La cosa migliore è mangiare grassi sani come avocado e frutta secca.
    – LATTE o LATTICINI: oltre al lattosio, nel latte si trovano anche proteine come la alfa-lattoalbumina (con caratteristiche simili agli androgeni, gli ormoni che facilitano l’acne) e la somatomedina (che induce la produzione di sebo): quando al prodotto vengono tolti i grassi, aumenta la quota relativa di proteine presenti, rendendo così il latte sgrassato più “pericoloso” per la pelle.

OLII VEGETALI: gli oli vegetali (come quelli di mais e di soia), che sono ricchi di Omega 6, perché hanno effetti negativi sulla pelle aumentando l’infiammazione. La cosa migliore è passare all’olio d’oliva, all’olio extravergine o a quello di cocco.GRANO e cereali: contenenti molto glutine, che provoca un’infiammazione notevole a livello intestinale scatenando una forte reazione a livello della cute.

 

  • PERCORSO PROFESSIONALE IN ISTITUTO: il percorso migliore è …. quello creato e studiato su misura di ogni singola persona! Nessuno è uguale ad un altro e lo stesso vale anche per i problemi della pelle.
    Durante i vari trattamenti vengono di sicuro utilizzate varie sostanze per andare a sebonormalizzare, esfoliare e lenire la pelle utilizzando prodotti che non contengono paraffina (occlude i pori e aiuta il formarsi di punti neri).
    Io utilizzo molto i peeling: tutti gli acidi della frutta (a seconda del caso) sono fantastici, ma io prediligo l’Acido Azelaico perché ha una forte azione batteriostatica, antinfiammatoria e comedogenica (perché si attacca alle cellule di grasso).

 

  • LAVORO IN SINERGIA CON DERMATOLOGO ed ENDOCRINOLOGO: se siamo in presenza di un’acne già in stadio avanzato, io prediligo il lavoro sinergico con queste due figure professionali, in modo da lavorare sia dall’interno che dall’esterno.
    Di solito il dermatologo prescrive prima degli antimicrobici (come l’acido azelaico) poi, solo se strettamente necessario, degli antibiotici topici o per via orale nei casi più gravi.
    In alcuni casi è necessario che la persona segua anche una cura a base di ormoni che prescriverà l’endocrinologo dopo essersi confrontato con il ginecologo/andrologo.
    Questa sarebbe una sinergia perfetta, ma purtroppo queste figure professionali (dermatologo, ginecologo….) tendono quasi sempre a denigrare il grande lavoro che può fare una Consulente di Bellezza, e fanno così in modo che la persona che presenta delle problematiche di questo genere, si riduca sempre a sfigurare in modo permanente il suo viso.
    La mia speranza è che, con il passare del tempo, si capisca il ruolo fondamentale che ha il lavoro di squadra ;-).